Gli specialisti dell’arte
May 18, 2016

‘La creatività è il sangue dell’anima – ossigena la nostra determinazione, nutre le sorgenti della nostra gioia e rigenera la vitalità della nostra passione’

Gli specialisti dell’arte

~Lakshmi, Dyuti, Daniele Banner

È trascorso appena un centinaio di anni da quando si poteva ascoltare soltanto musica eseguita dal vivo. Oggi la musica “live” rappresenta meno dell’uno per cento del totale di quanto ascoltiamo.  Per secoli, nei villaggi e nelle città di tutto il mondo, la gente si riuniva per suonare, danzare e cantare insieme. Ai giorni nostri, invece di dedicarci noi stessi alla danza e al canto, guardiamo altri farlo, in televisione o al cinema. Certo, da un certo punto di vista è meraviglioso poter avere accesso a così tante espressioni di talento nelle arti della musica, della danza, del teatro e del cinema. Eppure, questa nostra venerazione per le pop star ci fa spesso rinunciare al nostro personale potere creativo, autorizzando le celebrità del momento ad esprimere in vece nostra i nostri pensieri, le nostre emozioni. Diamo ad altri il compito di impersonare la nostra propria creatività – consentendo ad artisti e musicisti “professionisti” di essere “quelli dotati” a cui è stato affidato l’incarico di creare per conto nostro.  Ma questo è tutt’altro che un buon affare:  la perdita è maggiore del guadagno.  Dando via la nostra creatività agli “specialisti dell’arte” rinunciamo all’esperienza dell’ESSERE e a quella grinta che ci fa sentire vivi.

 

‘La nostra venerazione per le pop star ci fa spesso rinunciare al nostro personale potere creativo, autorizzando le celebrità del momento ad esprimere in vece nostra i nostri pensieri, le nostre emozioni.’
Kids art Sundari

Perché chiediamo ad altri di esprimersi al posto nostro? Credo che sia dovuto a gravi malintesi, ampiamente diffusi nella nostra odierna cultura, riguardo all’arte e alla creatività.  L’arte è trattata alla stregua di una “ciliegina sulla torta”, una mera aggiunta, un abbellimento decorativo che si applica soltanto dopo che la parte strutturale, la vera sostanza sia stata posta in essere. Deleghiamo la nostra capacità espressiva ad un gruppo speciale di “creatori professionisti”.  Nel mondo delle biennali e delle gallerie esclusive, viene celebrato il genio di pochi eletti che inseguono arguti ‘concetti’ e svolgono intricate ‘indagini’ che solo i critici d’arte riescono a decifrare. A tutti noi poveri mortali non resta che aggiungere qua e là qualche piccolo addobbo creativo – a patto che qualcun altro si sia già preso cura degli aspetti fondamentali. Possiamo dedicarci a qualche hobby – qualche lavoretto col legno durante il fine settimana, oppure un lavoretto a maglia per i bambini.  Ma non crediamo che l’arte e la creatività siano qualcosa che vada oltre a piccoli miglioramenti accessori del mondo “reale”.

Cosa accade quando le arti vengono ridotte a mero addobbo e ornamento, quando la forza della creatività viene delegata ad un piccolo gruppo di eletti? L’arte, che si esprime con un linguaggio che trascende il verbale e il razionale,  non riesce facilmente a perorare  la propria difesa nel tribunale  della parola  e della ragione. Ciò che non può essere detto resta silente  – nulla di grande effetto, ben poca cosa per far notizia.  Eppure, i suoi effetti sono  ovunque evidenti, nelle anime assetate e avvizzite che si aggirano come spettri affamati in un paesaggio arido. La nostra confusione non fa che crescere quando vediamo esposte nei cenacoli consacrati dei musei e delle gallerie certe cose chiamate “arte”,  cose come squali morti immersi in tini di formaldeide, giraffe impagliate giganti con il pene, letti sudici cosparsi di bottiglie vuote e preservativi – non ci facciamo mancare niente!

E invece ci manca un’arte che venga dai regni dell’anima e dello spirito, capace di rigenerarci con la potenza delle stelle, di saturare il diafano tessuto della nostra vita quotidiana, per essere di nuovo vivi. Sentiamo la mancanza della creatività che scorre come sangue nelle nostre vene. Ci manca l’accesso al cenacolo interiore della nostra anima, quel portale luccicante che si spalanca quando siamo immersi nel processo creativo.

Soltanto le arti hanno questa capacità unica, che solo raramente si trova in altre imprese umane. La danza, il canto o la pittura, la scultura con l’argilla, il collage o la poesia – tutte le arti, nelle loro innumerevoli manifestazioni,  hanno la preziosa capacità di ravvivarci, di risvegliarci. L’espressione creativa possiede un potere di rivitalizzazione e di catalizzazione che appartiene a tutti noi. Se la consegniamo agli “specialisti dell’arte” si riduce a decorazione e intrattenimento.

sculpture watches our theater rehearsal

 

“ Abbiamo portato al collasso le sconfinate dimensioni della cosmologia, riducendole alla superficiale patina della merce”

Ai suoi albori, e ancora oggi nelle culture aborigene, l’arte era ed è una realtà vivente, un modo per attingere alle forze cosmiche e per entrare in intimità con la presenza viva del cosmo.  Abbiamo portato al collasso le sconfinate dimensioni della cosmologia, riducendole  alla superficiale patina del mercificabile.

“La cultura occidentale considera l’arte una merce da vendere in cambio di denaro, prestigio, potere. Le culture aborigene considerano l’arte una realtà vivente – un mezzo per entrare in contatto diretto con la forza vitale della natura, con la presenza del sacro. La società preindustriale non percepiva l’arte in termini di valore commerciale”.[1] L’arte era un mezzo per entrare in comunione con i regni dello Spirito, la cui potenza infondeva nella vita umana significato, scopo e forza.

È giunta l’ora di reclamare il potere profondo dell’arte e della creatività. La creatività è intrinseca ad ogni essere umano. Ci siamo convinti che solo gli “artisti” possano essere creativi ,   che solo gli “specialisti dell’arte” siano autorizzati alla creazione artistica. Crediamo che per fare arte occorra essere creativi. Ma è proprio vero il contrario: Fare Arte attiva la creatività. Sia giocando con il colore o con l’argilla, col movimento o con la melodia, le Arti sono in grado di attivare il flusso dell’espressione creativa spontanea ed originale in chiunque ne faccia uso.

Quando ci dedichiamo al processo creativo, apriamo un canale attraverso il quale l’ispirazione può sgorgare e fluire dentro di noi. Questo flusso è come sangue per l’anima – ossigena il nostro intento e rigenera la vitalità della nostra passione. La creatività è nutritiva a tutti i livelli del nostro essere: spirituale, mentale, emozionale e fisico. Quando il suo Prana vivificante non pulsa nelle nostre vene ci inaridiamo e diventiamo duri, insensibili.

 

Alla nascita un uomo è tenero e flessibile,

alla morte è duro e rigido.

Tutti gli esseri, l’erba e gli alberi,

da vivi sono teneri e flessibili,

da morti sono duri e rigidi.

Dunque il rigido e l’inflessibile

sono amici della morte.

Il tenero e il flessibile

sono amici della vita.

Lao Zi (cap. 76 del Dao De Jing)

 

In conclusione,  è il flusso della creatività dentro di noi che ci consente di diventare quello che siamo chiamati ad essere venendo qui, in questo mondo. Non possiamo permetterci di darlo via, di consegnarlo ad altri.

(traduzione di Panna)

Dana Lynne Andersen MA è la direttrice dell’Accademia d’Arte, Creatività e Consapevolezza, che ha sede presso Portland, in Oregon (USA) e vicino ad Assisi, in Italia. In questa Accademia aiutiamo chiunque ad aprire il proprio canale creativo. Consulta il nostro sito:

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